Asset del successo

Gen 14, 2021 | podcast

Asset del successo

Qual è il dettaglio, l’aspetto, che porta al successo un business e un’attività rispetto ad altre? Qual è questo dettaglio che fa la differenza? Esiste qualcosa che fa la differenza tra chi ha successo e chi non ha successo? Sì, certo esiste e questo è l’argomento dell’ottava puntata del podcast Automater. 

Sono i dettagli a fare la differenza 

Sono molti i dettagli che fanno la differenza perché ogni asset, diamo un nome ai dettagli, ogni asset appunto, ogni particolare ha un effetto su un target differente. Per cui quando si pensa che sia un dettaglio a fare la differenza si dice il vero perché quel dettaglio ha effetto su chi valuta quell’asset appunto in modo positivo ma non è detto che lo stesso dettaglio sia valido anche su altri. 

Per me il dettaglio che fa la differenza ad esempio può essere un evento dal vivo a cui ho partecipato, per qualcun altro potrebbe essere un libro letto che ha fatto aumentare l’autorevolezza nella mente della persona e lo ha portato poi ad acquistare, per altri potrebbe essere un webinar a cui hanno partecipato e che ha risolto dei dubbi per cui si sono poi rivolti a quel consulente e a quelle aziende per utilizzare un software o per avere una consulenza, per qualcun altro o per molti può essere il passaparola ricevuto da chi già ha utilizzato un servizio. Questo dettaglio è stato poi il trigger, è stato poi il grilletto che ha fatto sparare l’acquisto, ha fatto compiere l’azione verso quel brand o quell’azienda. Chi ha ragione? Tutti. Tutti hanno ragione. Hanno ragione tutti quelli che pensano che un dettaglio faccia la differenza o che nessun dettaglio fa la differenza. Hanno tutti ragione e hanno tutti torto. 

Non voglio confonderti le idee ma chiaramente voglio parlare di qualcosa che deve essere esploso, un concetto che magari è un po’ più ampio di quello che si pensa. Ciò che funziona per me non è detto che funziona per altri per cui il dettaglio che fa la differenza varia da persona a persona. Quindi cosa fare? Come capire cosa funziona? Come muoversi? Dove agire? Non si può con certezza sapere cosa è meglio fare, per cui nell’incertezza è meglio muoversi utilizzando un criterio. I criteri sono fondamentali.

Quando lavoravo in IKEA la cosa che mi dicevano era “l’importante è che quello che compri viene fatto seguendo un criterio” perché in questo modo il criterio ti permetterà di giudicare se quello che stai facendo è corretto oppure è sbagliato. 

Consapevoli che non è un dettaglio che fa la differenza ma una quantità di N. dettagli, una variabile sconosciuta di dettaglio, dove questo N. corrisponde probabilmente, secondo me, al numero dei punti di contatto. I punti di contatto sono le interazioni che un’azienda, un brand, ha con il proprio pubblico, quindi quando il pubblico entra in contatto con noi. Per cui come muoversi? Partiamo da quello che già esiste. Iniziamo a ottimizzare e perfezionare i punti di contatto. Quali? Quelli con maggior traffico. Iniziamo quindi ad esempio da ciò che già esiste prima di creare ciò che non esiste. Magari abbiamo tante idee su quello che ci piacerebbe fare ma iniziamo a fare bene quello che deve essere fatto. 

C’era San Francesco che diceva “Fai quello che deve esser fatto, fai quello che è possibile e ti sorprenderai a fare ciò che è impossibile” per cui partendo da ottimizzare quello che già esiste già ci troveremo a lavorare con un criterio. 

Ti ricordi il criterio di prima? Bene. Hai un sito web? Esiste la possibilità per chi visita il tuo sito di contattarti? Esiste la possibilità per lasciarti i dati per essere ricontattato lui da te? Quanti input dai sul tuo sito al tuo pubblico affinché comprendano come comprare da te? Possono acquistare in autonomia? Hanno bisogno di contattarti per acquistare? Possono prendere e acquisire informazioni in modo autonomo e magari scaricare qualche risorsa che possa essere consultata oppure condivisa con altri? Se a queste domande hai risposto in modo onesto sempre sì bene passiamo oltre, ma se invece non hai risposto sempre si allora hai un punto di partenza, qualcosa da migliorare, qualcosa da ottimizzare. 

Ad esempio, crea dei form per iscriversi alle liste delle persone che ricevono la tua newsletter. Hai una newsletter giusto? Se la risposta è no scrivi su un post-it “creare newsletter”. In sintesi, controlla, controlla e controlla ancora quanto complichi la vita a chi per caso sta navigando sulle tue pagine del tuo sito. 

Nel 2017, quindi tre anni fa, esistevano 1,71 miliardi di domini Internet senza pensare a quante pagine ogni dominio può avere. Bene, se qualche essere umano si trova su una tua pagina e tu non gli offri la possibilità o non lo metti in condizione di creare un legame con te la colpa è tua e questo è il momento per farti un esame di coscienza, un esame reale di coscienza e modificare il tuo comportamento per dare a questa persona la possibilità di contattarti e comprare i tuoi servizi. 

Oltre che sul tuo sito in che modo puoi entrare in contatto con il tuo pubblico? Con un libro? Una pagina social? Un podcast? Un negozio? Hai un negozio su strada? Crei eventi dal vivo? Strutturi, organizzi e inviti le persone a partecipare ai tuoi webinar online? Ogni punto di contatto, ogni via con cui tu puoi entrare in contatto con il tuo pubblico rappresenta per te un asset. 

Cosa è un asset? 

Un asset, prendendo un po’ la definizione quella standard, è un bene materiale o immateriale, quindi può essere anche un servizio, può essere anche un brevetto che deve essere monetizzato. Così come un sito web è fonte di vendita e quindi di fatturato, anche ognuna delle voci elencate qua sopra sono fonte di monetizzazione.

Hai scritto un libro, lo stai vendendo tramite un editore oppure fai da solo. Io ho fatto solo. “Alta fedeltà” è il mio libro lo trovi su Amazon, lo vendo direttamente. Amazon lo stampa, lo distribuisce, io l’ho creato, ora ne sto creando un altro riguardo appunto l’automazione marketing, ma ognuno di questi asset ha una funzione ben precisa e la funzione precisa di un asset è quella di aiutarti ad acquisire, contattare il pubblico per fare in modo che il pubblico ti scelga per risolvere i suoi problemi ma anche per essere scelto e vendere di più, per monetizzare i tuoi asset.

Una pagina social può essere fonte di monetizzazione? Certo che può essere una fonte di monetizzazione se ti fa conoscere del nuovo pubblico, se ti fa individuare come riferimento per risolvere un problema. Un podcast, come questo ad esempio, è un asset? 

Certo perché all’interno di questo podcast io do tantissimi suggerimenti, tantissime informazioni. Sono diverse le persone che mi hanno contattato dopo avere ascoltato questo podcast anzi anche tu che stai ascoltando quando hai finito questo podcast lasciami la tua recensione su Apple iTunes, clicca sul tasto di Spotify “Segui” in modo tale che potrai essere sempre aggiornato quando usciranno nuovi contenuti che ti aiuteranno ad automatizzare il tuo marketing, automatizzare di il tuo lavoro, di fare di più con meno perché ricordiamoci che è questo quello che cerco di aiutarti a fare. 

Un negozio su strada può essere un asset? Certo che è un asset. Un negozio su strada è una fonte, un punto di riferimento per il pubblico che acquista direttamente ma è anche un luogo di incontro, è un luogo dove si creano relazioni, è un luogo dove si presentano i propri prodotti. 

Parlavo ieri con un imprenditore che vende scarpe, due fratelli che vendono scarpe in provincia di Verona. Loro cosa fanno? Loro hanno una strategia bellissima per capire su quale prodotto puntare o non puntare andando a lavorare con quelli che sono i clienti fidelizzati che hanno già in elenco. 

Avere un elenco di clienti del proprio negozio è un asset. Una lista di contatti è un asset? Certo che è un asset perché quella lista di contatti è il fatturato futuro della tua attività commerciale. Un evento dal vivo è un asset? Certo, vendi i biglietti, è un asset. Hai un tuo metodo per spiegare quello che fai? Io, ad esempio, ho un metodo per aiutare le aziende a fidelizzare i clienti che si chiama “Alta Fedeltà”, creo webinar online. 

Tutto quello che è un know-how, una conoscenza, un valore immateriale o materiale, come nel caso del prodotto fisici, è un asset. In realtà non penso che sia necessario avere tutti gli asset possibili, non devi avere tutti i dettagli ma di certo non basta averne uno solo. 

Ti ricordi i dettagli di prima? Non tutti valgono per gli stessi. Non a tutti interessa partecipare a un webinar. Non tutti leggono libri. Non tutti comprano da un sito. Non tutti vanno in un negozio. Ma c’è chi lo fa, c’è chi fa una o due attività. Bene, per cui è importante avere più di un asset, è importante avere più di un dettaglio. Se hai un pubblico grande e intendo numeroso devi essere presente in più punti di contatto perché queste persone probabilmente avranno più esigenze. Essendo numerose non saranno tutte omogenee nei loro comportamenti. Non faranno tutte la stessa cosa. 

Asset principali e asset secondari

A questo punto il consiglio che ti do basandomi principalmente sulla mia esperienza è che ci sono asset principali e asset secondari. 

Seguimi perché questo è un concetto molto utile, è un ragionamento che ti aiuta anche nel prendere le decisioni necessarie per capire dove investire le tue risorse e le tue energie. 

Gli asset principali per me sono quelli in cui la creatività dimostra il valore che ha, in cui il contenuto è originale. Quando scrivi un libro e ti metti sulla tastiera a battere sui tasti, lì hai creato un contenuto originale. Se stai facendo uno speech per un webinar, quello è un contenuto originale. Quando crei qualcosa in prima persona, quando stai sviluppando un tuo concetto, un tuo metodo, quando stai creando qualcosa di fisico, quindi che hai creato la tua maglia, il tuo oggetto artistico, quando hai creato la tua poesia, quando hai creato la tua canzone. Bene, quello è un asset principale. 

Gli asset secondari sono quelli in cui il contenuto è una trasformazione di un asset principale. Se io ho creato un video in cui presento un concetto, in cui risolvo un problema, in cui parlo al pubblico, ad esempio se faccio un intervento in un evento dal vivo, questo evento dal vivo è l’asset principale. L’asset secondario potrebbe essere il video della registrazione dell’evento dal vivo. Un altro asset secondario potrebbe essere la trascrizione dell’evento dal vivo. Un altro asset secondario potrebbe essere l’audio del mio speech all’interno dell’evento dal vivo. Da un asset principale, che è l’evento dal vivo, io ne ho tirati fuori almeno tre. Posso avere un fotografo che scatta delle foto, per cui le foto possono essere un media che utilizzo sui social per attirare le persone a scaricare il PDF del mio evento, del mio asset secondario. Mi segui? 

Questo non significa che però l’asset secondario valga meno del principale. Non significa che la trascrizione dell’evento non abbia lo stesso valore concettualmente dell’evento stesso. Non significa che l’audio della mia registrazione valga meno del video o quant’altro. 

Bene, allora adesso alza davvero il volume perché arriva il meglio. Parlo di trasformazione. Queste che ti sto per dare sono indicazioni pratiche. Cerca di ascoltarle e farle tue e metterle a terra, cioè realizzale dopo che te le ho dette. Per cui inizia creando quel tipo di asset che per te è più facile. Ami scrivere? Bene, imposta una lista di argomenti che abbiano un filo logico e che siano utili per chi legge. Non sto parlando di scrivere testi per promozionare, per farti pubblicità o per creare maggior valore al brand. Devi parlare al tuo target, non devi parlare di te, devi parlare dei suoi problemi, dei suoi dolori e risolverli o alleviarli se non riesci a risolverli. Inizia a produrre qualcosa che sia facile per te da produrre per cui puoi iniziare registrando ad esempio dei vocali ad esempio sul tuo telefonino, quando sei in macchina solo, quando ti trovi a camminare, quando ti trovi col tuo cane, quando sei in un momento in cui ti va di parlare di qualcosa e pensi di avere un’idea utile da cui trarre spunto. Anche quello può essere un momento in cui produci un tuo asset. Quello che avrai creato, appunto, sarà un tuo asset principale. Da quell’asset puoi far nascere un asset secondario. 

Se hai un testo, oppure se hai la tua voce, fallo trascrivere e quello sarà un testo che puoi utilizzare per il tuo blog o per il tuo sito o per un PDF che può essere poi il Lead Magnet, il contenuto di valore che le persone scaricheranno per ad esempio riempire un e-book. 

Da un PDF puoi anche a questo punto tirare fuori dei contenuti per una serie di e-mail, per dare informazioni a chi è interessato a ciò che hai da dire, oppure puoi pubblicarlo in autopubblicazioni, come ho fatto io con Amazon, per farne un libro o un mini-libro se il contenuto è molto breve, lo puoi anche utilizzare come traccia da cui partire per un podcast, per una puntata di un podcast. Video-riprenditi. 

Potresti riprenderti mentre parli. Quello addirittura potrebbe essere la creazione di un canale su Youtube, un canale per chi è interessato a come si risolvono i problemi di idraulica, come si lavora a maglia, come si organizza uno schedario. 

Tutto quello che è ciò che sai fare può essere fonte di ispirazione per qualcun altro. Tutto ricordati che è partito da un audio su un telefonino o da un testo che hai scritto una mattina che avevi qualcosa da raccontare. Non saprai mai qual è la trasformazione, l’asset, che funziona meglio di tutti se non li avrai tutti. 

Nel momento in cui hai creato più asset, solo in quel momento, e li hai pubblicati o li hai resi disponibili al tuo pubblico, solo in quel momento saprai ciò che funziona meglio di altro, ciò che funziona meglio e ciò che funziona peggio. 

In uno scenario omnicanale, te ne ho parlato nella puntata precedente, nella numero 7, una persona può entrare in contatto con te da un video su Youtube o magari ascoltarti su Spotify, come forse stai facendo tu in questo momento, e può poi venire sul tuo sito e perché no, partecipare a una live su Facebook o magari poi diventare finalmente un tuo cliente pagante. Asset principali e asset secondari. 

Conclusioni

Trasformare i propri contenuti oggi è la chiave che semplifica la vita all’Automater e ciò che ti permette di fare di più con meno perché ricordati che questo è l’obiettivo dell’Automater. Fare di più con meno. Se ti è piaciuta questa puntata lasciami una recensione su iTunes. Continua a seguirmi per le prossime puntate su Spotify e seguimi anche se vuoi nella pagina Kartra Italia. Io sono Stefano Benvenuti, sono partner di Kartra e quello che ti ho spiegato può essere poi applicato creando un funnel all’interno di Kartra. 

Kartra è uno splendido programma di automazione che io in prima persona uso. Se vuoi saperne di più vai su stefanobenvenuti.com e lascia la tua mail per guardare i video tutorial in italiano. Ciao e a presto